Titolo completo: Strategic Planning for Public and Nonprofit Organizations. A Guide to Strengthening and Sustaining Organizational Achievement.
Autore: John M. Bryson
Edizione: Jossey-Bass
Anno: 2011

La recensione del libro fa riferimento alla terza edizione uscita nel 2004. La quarta edizione pubblicata nell’agosto del 2011 è stata ulteriormente arricchita.

Il libro di Bryson, anche se di impostazione diversa da quella che personalmente uso, è un testo fondamentale per tutti coloro che nella pubblica amministrazione e nelle organizzazioni no-profit desiderano occuparsi seriamente di pianificazione strategica.

Il libro, piuttosto corposo (430 pagine la terza edizione, 570 la quarta), è composto da tre parti per un totale di 12 capitoli ai quali si aggiunge una sezione risorse in appendice.

La prima parte “Understanding the dynamics of strategic planning” introduttiva, è formata da due capitoli.
Nel primo capitolo, “Why the strategic planning is more important than ever“, Bryson ci spiega l’importanza che ha la pianificazione strategica per governi, ministeri, agenzie pubbliche, organizzazioni no-profit, enti locali e ci illustra i casi di tre organizzazioni, due pubbliche ed una no-profit che utilizzano la pianificazione strategica.
Il secondo capitolo “The strategic change cycle: an effective strategic planning approach” ci introduce all’approccio alla pianificazione strategica proposto da Bryson: il Ciclo di cambiamento strategico.

Nella seconda parte “Key steps in using the strategy change cycle” sono illustrati in dettagli gli step per la costruzione ed applicazione del ciclo di cambiamento strategico. In ciascuno degli otto capitoli che la compongono viene approfondito un passo da fare e vengono fornite le linee guida per realizzarlo. Dal capitolo tre al sette sono evidenziati gli aspetti relativi alla pianificazione della strategia, dal capitolo otto al dieci, quelli collegati alla sua implementazione e gestione.
Il terzo capitolo “Initiating and agreeing on a strategic planning process” affronta l’argomento dell’accordo iniziale tra i decisori su come costruire il piano e quali contenuti il piano dovrebbe coprire. Una sorta di “piano del piano” dove sono definiti gli scopi, quali unità organizzative devono essere coinvolte e come, i passi da seguire, la forma che devono avere i documenti ed i tempi di realizzazione dei vari step. Avere il coinvolgimento ed il supprto dei decisori al vartice dell’organizzazione è il primo passo per realizzare un pianificazione efficace.
Il quarto capitolo “Clarifying organizational mandates and mission” si concentra su una doverosa riflessione in merito al:

  • mandato istituzionale e mandato implicito,
  • missione dell’organizzazione
  • analisi degli stakeholders
  • valori dell’organizzazione.

Il quinto capitolo “Assessing the Environment to identify strengths and weaknesses, opportunities and challenges” introduce, anche per le organizzazioni pubbliche e no-profit, la SWOT analysis, cioè l’analisi del contesto interno, in termini di punti di forza e di debolezza, e l’analisi del contesto esterno, in termini di opportunità e minacce, o meglio come dice Bryson “sfide”, per consolidare la conoscenza della situazione iniziale.
Il sesto capitolo “Identifying strategic issues facing the organization” è relativo all’identificazione delle criticità strategiche che l’organizzazione deve affrontare. La pianificazione strategica non è fatta per superare tali criticità, bensì per raggiungere gli obiettivi desiderati tenendo conto di, e superando, queste criticità.
Il settimo capitolo “Formulating and adopting strategies and plans to manage the issues” copre in realtà due step del ciclo del cambiamento strategico: lo sviluppo di piani e strategie e l’adozione di piani e strategie. La strategia, secondo Bryson, è definita come un “pattern” di scopi, politiche, programmi, azioni, decisioni e allocazione di risorse che definiscono cosa è una organizzazione, cosa fa e perché lo fa.
L’ottavo capitolo “Establishing an effective organizational vision for the future” ha lo scopo di sviluppare una chiara descrizione di come diventerebbe l’organizzazione se implementasse con successo la sua strategia, esprimesse appieno il suo potenziale e fosse in grado di creare il valore pubblico desiderato. Si tratta di una sorta di guida che dovrebbe ispirare l’implementazione della strategia.
Il nono capitolo “Implementing strategies and plans successfully” è relativo al processo di implementazione della strategia.
Il decimo capitolo “Reassessing and revising strategies and plans” è infine relativo alla revisione della strategia e alla rendicontazione di quanto ottenuto prima di ricominciare il ciclo di pianificazione per il periodo successivo.

La terza parte “Managing the process and getting started with strategic planning” si compone di due capitolo strutturati per aiutare i leader a conoscere cosa è necessario fare per iniziare a pianificare strategicamente ed ad implementare efficacemente quanto pianificato.
Il capitolo undici “Leadership roles for making strategic planning work” identifica i ruoli e le responsabilità necessarie per una effettiva leadership strategica nelle organizzazioni pubbliche e no-profit
Il capitolo dodici “Getting started with strategic planning” fornisce una guida per iniziare a pianificare e riprende i tre casi illustrati precedentemente.

Infine la sezione risorse: “Stakeholder identification and analysis techniques“, “The oval mapping process: identifying strategic issues and formulating evvective strategies” e “Strategic planning in collaborative settings“. Nella prima viene fornito uno schema per l’identificazione e l’analisi degli stakeholder, nella seconda sono esposte le linee guida per usare gli “ovali” per sviluppare una mappa delle questioni strategiche e per convertirla successivamente inuna mappa strategica, nella terza infine è illustrato come procedere in un ambiente di organizzazioni che collaborano su obiettivi comuni.

Si può essere più o meno d’accordo con l’impostazione data da Bryson al ciclo di pianificiazione ed implementazione della strategia, personalmente, quello che propongo, è leggermente diverso, ma è indiscutibile che il focus sulla pianificazione strategica sia, oggi, una priorità per le pubbliche amministrazioni. Pianificare e programmare permette di riflettere sui processi e sull’allocazione delle risorse, individuando i percorsi migliori per utilizzarle in modo più efficiente ed efficace.

Forse l’approccio utilizzato da Bryson è eccessivamente schematico, comunque è un libro da consultare, sia per la visione d’insieme che fornisce, sia per alcuni spunti veramente interessanti su alcuni argomenti chiave.

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