Titolo completo: Performance Drivers. A Pratical Guide to Using the Balanced Scorecard.
Autori: Nils-Goran Olve, Jan Roy, Magnus Wetter
Edizione: John Wiley & Sons
Anno: 1999

Questo volume, pubblicato in Svezia nel 1997, è stato rivisto, tradotto e pubblicato in inglese nel 1999. Non è un libro recente ma rappresenta uno dei più significativi contributi che autori europei abbiano dato allo sviluppo della Balanced Scorecard. Da sottolineare la nazionalità svedese del gruppo degli autori. Una conferma ulteriore del ruolo trainante della Svezia, nello sviluppo delle tematiche legate all’intangibile.
Performance Drivers è un libro che aiuta a capire le logiche che stanno dietro al concetto di Balanced Scorecard. E’ stato scritto prima del secondo libro di Kaplan e Norton e contiene già varie intuizioni che gli architetti della Balanced Scorecard svilupperanno ulteriormente nel loro lavoro del 2000. A dispetto del nome non è una guida pratica all’uso della BSC, piuttosto è una guida pratica alla comprensione della stessa per farne un uso efficace. E’ un libro che anche nei casi applicativi citati si chiede più il perché, come è stato pensato, come sia stata affrontata l’implementazione, quali benefici si pensava di trarre piuttosto che descrivere semplicemente cosa è stato fatto. E’ un libro che aiuta a porsi correttamente le domande che contano piuttosto che una collezione di risposte preconfezionate.
Il libro si articola in cinque parti:
– Introduzione e Background
– Costruire la BSC
– Implementare la BSC
– Usi ulteriori
– Conclusioni
Gli autori partono con una presentazione concisa del concetto di BSC riprendendo le intuizioni e gli argomenti sviluppati da Kaplan e Norton nel loro primo libro. Continuano illustrando vari casi di aziende che hanno introdotto la BSC nella propria organizzazione, evidenziando come la BSC è stata interpretata ed implementata in modi differenti. Proseguono poi dando una “road map” in undici passi per lo sviluppo, la costruzione e l’implementazione della balanced scorecard.
Significativa è la sezione dedicata al confronto ed all’eventuale integrazione tra la BSC ed altri metodi di controllo attraverso la misurazione: total quality management, business process management, EFQM.
Tra la seconda e la terza parte del libro gli autori sviluppano quello che per me è una delle idee forti del libro: il collegamento chiaro tra la BSC ed il concetto dell’organizzazione che apprende. Come dichiarano esplicitamente gli stessi autori nella prefazione: “l’ambizione ultima della BSC è la creazione di una learning organization”. Il processo di costruzione ed implementazione della BSC tocca, secondo gli autori, quattro differenti temi, ciascuno dei quali è adeguatamente trattato ed approfondito nel libro: quello dello sviluppo della strategia, quello dei sistemi di controllo di gestione, quello dello sviluppo di sistemi IT di supporto, quello dell’organizzazione che apprende. La BSC aiuta a sviluppare la strategia, è un nuovo modello per il controllo di gestione, richiede sistemi IT di supporto, aiuta le organizzazioni ad apprendere, a capire come e dove migliorare.
E’ solo quando l’organizzazione utilizza la BSC per diventare una effettiva learning organization, che tutto il potenziale della BSC viene sfruttato nella sua interezza.
Da notare nella sezione dedicata alle soluzioni IT per la BSC uno dei primi tentativi di comprendere e valutare come la teoria (o dinamica) dei sistemi, ripresa da Senge nella “Quinta Disciplina”, possa contribuire ad un ulteriore sviluppo della BSC. Ho trovato molto strano che questo tema non sia stato successivamente affrontato da altri, pur significativi, autori. Convinto come sono che i rapporti causa-effetto della BSC possano essere ulteriormente sviluppati grazie proprio alla dinamica dei sistemi, sono sicuro che una profonda riflessione in merito non che possa portare a nuovi importanti risultati.