Titolo completo: Making Scorecards Actionable. Balancing Strategy and Control.
Autori: Nils-Goran Olve, Carl Johan Petri, Jan Roy and Sofie Roy
Edizione: John Wiley & Sons
Anno: 2003

E’ il libro scritto da un manipolo di convinti assertori della BSC che, proprio perché ne sono convinti assertori, si pongono continuamente delle domande sulle questioni chiave che emergono dall’uso di questa metodologia e su come fare per risolverle.

Non è un libro per neofiti della BSC, non è un toolkit che guida all’applicazione, non è una raccolta di best practice, è un libro che analizza come la BSC sia stata implementata in organizzazioni diverse, che difficoltà sono state riscontrate, cosa si è fatto per superarle nel caso siano state superate o cosa si dovrebbe fare per superarle.

Alcuni anni dopo la pubblicazione di Performance Drivers, Nils-Goran Olve, assieme a Jan Roy e due nuovi coautori, si ripropone con un nuovo volume per fare il punto della situazione.
Nel primo capitolo Olve affronta il dilemma che molti si pongono: la Balanced Scorecard è una moda passeggera oppure sta diventando un maturo sistema di management? La prima risposta che Olve ci fornisce è molto semplice: dipende da come la si utilizza. In effetti l’idea di scorecard è molto flessibile e necessita di essere adattata alla specifica situazione, affrontando e risolvendo alcune importanti questioni che emergono durante la progettazione, l’implementazione e l’uso. Il filo conduttore del libro è proprio quello di individuare le questioni chiave e di ricercare e proporre soluzioni adeguate a queste questioni, per fare si che l’utilizzo della BSC sia veramente efficace. E’ proprio questa la chiave di lettura di questo libro. Se non la si tiene sempre presente si può avere l’erronea impressione di trovarsi di fronte a un insieme di argomenti slegati tra loro ed ad un insieme di esempi e case study frammentari.
Nel secondo capitolo vengono ripresi i concetti fondamentali della BSC alla luce dell’evoluzione che ha avuto questa metodologia negli anni successivi alla sua prima formulazione.
Il terzo ed il quarto capitolo sono dedicati ai case study. Tutto il terzo capitolo è dedicato a Skandia una delle imprese che più di altre hanno sperimentato metodi innovativi di management basati sulla gestione e sulla valorizzazione degli asset intangibili. Il quarto presenta 14 organizzazioni sia del settore privato che del settore pubblico che hanno adottato la BSC. In questo capitolo vengono illustrati per ciascuna realtà il background ed i motivi che hanno spinto queste organizzazioni a scegliere la BSC. I case study relativi verranno ripresi nei capitoli successivi per illustrare di volta in volta come queste organizzazioni hanno affrontato quelle che Olve considera le questioni chiave per il successo della BSC.
Il capitolo cinque è dedicato alle sfide che si incontrano nell’introduzione della BSC: cosa può andare storto durante la fase iniziale di sviluppo e quando si sta utilizzando la BSC?
Le tre parole chiave che Olve utilizza per sviscerare queste sfide sono: perché, cosa e come. Parole che vengono declinate in modo differente a seconda che ci si trovi nella fase di sviluppo o nella fase di utilizzo.
Dal capitolo sesto all’undicesimo si analizzano quelle che Olve considera le sei questioni fondamentali che l’organizzazione deve affrontare nell’introduzione e nell’uso della BSC:
– Visualizzare la strategia in mappe
– Usare la BSC per promuovere il dialogo sulla strategia
– Assegnare ruoli e responsabilità per le BSC operative
– Collegare gli intenti strategici progettando interfacce tra le BSC
– Come bilanciare il sistema di incentivazione
– Come usare l’Information Technology per supportare la BSC
Per ognuno di questi argomenti Olve ci fornisce spunti ed idee originali
Il dodicesimo ed ultimo capitolo è dedicato alle conclusioni. Olve si conferma un convinto estimatore della BSC, ma di quale BSC? Non certamente di quella utilizzata solo per la valutazione ed il reporting, ma di quella usata per gestire e migliorare la performance dell’organizzazione. L’organizzazione che apprende attraverso la BSC è uno dei credo più forti di Olve, che traspare in ogni capitolo. Per Olve il successo nell’uso della BSC diventa quindi una questione relativa all’attitudine dell’organizzazione verso le persone: mettere le persone nelle condizioni migliori affinché possano dare il loro contributo determinante per il successo dell’organizzazione.

E’ un libro che consiglio a coloro che stanno lavorando con la BSC nella propria organizzazione, a coloro che conoscono la metodologia e stanno pensando seriamente di implementarla nella propria organizzazione, ai consulenti per arricchire il loro bagaglio di conoscenze. Sicuramente per poterlo appezzare appieno bisogna avere un buon background sulla BSC.

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