La scheda anagrafica di un indicatore è una sorta di cartà di identità dell’indicatore, dove sono dettagliate specificate ulteriori informazioni relative alle caratteristiche ed all’uso delll’indicatore stesso. Raccogliere, in maniera sistematica, le schede relative a ciascun indicatore in uso permette di creare un catalogo da consultare nel caso ci siano ambiguità da risolvere sia in termini di comprensione, sia in termini di utilizzo. Questo lavoro di sistematizzazione è piùttosto oneroso, ma di indubbia utilità una volta realizzato. La necessità di avere una scheda anagrafica dell’indicatore parte dal fatto che noi usiamo espressioni alquanto sintetiche per definire un indicatore. Queste espressioni permettono una sisntetica rappresentazione visuale dell’indicatore in una cella di un foglio excel, ma non ci consentono di caratterizzarlo appieno l’indicatore stesso.
Facciamo un esempio. “Tempi di consegna” è una classica espressione sintetica per definire un indicatore relativo ai tempi di spedizione di una merce. Se noi non lo caratterizziamo con ulteriori informazioni, non sapremo dire a cosa esattamente si riferisce, ne valutare i dati a cui fa riferimento: al tempo medio di consegna? Ad un tempo massimo oltre il quale non andare? Al rispetto dei tempi concordati all’ordine?Etc. Abbiamo bisogno di una descrizione più dettagliata, di una formula, di una polarità … insomma di più informazioni.
In letteratura si possono trovare più suggerimenti e schemi a questo proposito.
Andy Neely in “The Performance Prism” suggerisce di prendere in considerazione le seguenti dimensioni:

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Paul Niven, in “Balanced Scorecard step by step” suggerisce uno schema di questo genere, a mio parere eccessivamente ridondante:

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Indipendentemente da quale sia lo schema a cui ispirarsi, occorre valutare quali siano le informazioni più rilevanti da raccogliere nella scheda e poi costruire una scheda su misura: significativa ma snella.