Autori: Silvia Boni e Stefania Pappalardo.

La Legge n. 15 del 4 marzo 2009, finalizzata all’ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e all’efficienza e trasparenza delle Pubbliche Amministrazioni, e il Decreto Legislativo di attuazione n. 150 del 27 ottobre 2009, mirano ad una più efficace organizzazione del lavoro, ad assicurare il progressivo miglioramento della qualità delle prestazioni erogate dalle amministrazioni pubbliche, ad ottenere livelli adeguati di produttività del lavoro attraverso il riconoscimento di meriti e demeriti dei dirigenti e di tutto il personale.

Nel D.Lgs.. n. 150 (Titolo II, Capo I, art. 4) si specifica che “Le Amministrazioni Pubbliche adottano metodi e strumenti idonei a misurare, valutare, e premiare la performance individuale e quella organizzativa, secondo criteri strettamente connessi al soddisfacimento dell’interesse del destinatario dei servizi e degli interventi”.

Formez PA, su mandato del Dipartimento della Funzione Pubblica (DFP), sta operando per l’implementazione della Riforma in tutti gli ambiti della Pubblica Amministrazione e quindi anche nell’ambito della salute che riveste particolare interesse in quanto la sanità italiana rappresenta un settore chiave dell’area pubblica e si pone come ambito cruciale di interfaccia con il cittadino.

In questa prospettiva ventidue Aziende Sanitarie di tutto il Paese, insieme alla Fiaso, all’Age.Na.S e al CEFPAS, hanno aderito all’iniziativa firmando con il DFP e Formez PA un Protocollo di Intesa (20 gennaio 2010) finalizzato alla sperimentazione della valutazione dei dirigenti e del personale delle Aziende Sanitarie.

In particolare il CEFPAS di Caltanissetta ha condotto, su mandato dell’Assessorato alla Sanità regionale, la sperimentazione in tutte le Aziende Sanitarie siciliane realizzando così un percorso originale, globale e unitario che assume una valenza significativa e viene perciò descritto in un apposito volume.

La sperimentazione realizzata non ha alcun effetto giuridico od economico, ma è finalizzata a verificare eventuali criticità dell’applicazione, al mondo sanitario, di quanto stabilito nella Riforma. Per altro il blocco dei contratti pubblici fino al 2013, inserito nel recente Decreto Legge n.78 del 31 maggio 2010 (Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica) ha reso la sperimentazione più libera da condizionamenti e immediate ripercussioni e ha permesso il suo svolgimento in un clima più sereno.

L’obiettivo rimane quello di offrire, al termine della sperimentazione, informazioni e feedback mirati che possano essere utili alle Regioni che si trovano a recepire il D.Lgs.. 150/2009 nella normativa regionale. Le Regioni devono infatti adottare, adeguandolo alle varie realtà locali, il sistema di valutazione e premialità delineato nel Decreto 150/2009 entro il 31 dicembre 2010. Tale impegno implica che tutte le Regioni rivedano l’impostazione dei propri sistemi già in atto in coerenza con quanto indicato dal Decreto. Naturalmente le Regioni sono libere di tenere o non tener conto dei risultati della sperimentazione come lo sono, ovviamente, di modificare altri aspetti nodali tra i 1 Originariamente 17 come da Protocollo di Intesa allegato cui poi si sono aggiunte altre Aziende 8 quali, ad esempio, la scelta sulle percentuali da legare ai differenti livelli di performance individuati nelle tre fasce di merito (indicate nel Decreto, all’art. 19, nel 25%, 50%, 25%).

La sanità, a paragone di altre Pubbliche Amministrazioni, è quella che possiede una sensibilità e un’esperienza più mature rispetto alle tematiche legate al controllo della spesa e al pareggio di bilancio visti in rapporto alla tipologia e qualità dei servizi offerti agli utenti. In questa logica, la programmazione e la valutazione delle performance dei sistemi sanitari regionali è stata per molti anni oggetto di studio e terreno di applicazione e verifica di approcci diversi che muovono proprio dalla individuazione delle dimensioni da valutare (efficienza, efficacia, economicità, etica, ma anche qualità e appropriatezza), dalla scelta degli ambiti dell’analisi (i vari livelli di assistenza), e dalla metodologia e strumenti da adottare (dalla Balanced Scorecard all’EFQM fino ad altri approcci innovativi sperimentati, per es., dal Laboratorio Management e Sanità della Scuola S. Anna di Pisa, dall’Università di Torino e da altri) tenendo conto dei contributi provenienti dalle diverse discipline (dall’economia, alla statistica, all’epidemiologia ecc.) oggi in grado di dialogare tra loro. Naturalmente nella individuazione degli indicatori un ruolo fondamentale gioca l’accessibilità dei dati e la loro sistematicità di raccolta e trasmissione attraverso il Sistema Informativo aziendale, regionale e nazionale.

L’attenzione si è infatti focalizzata sulla scelta degli indicatori (pochi e rappresentativi) da adottare a tutti i diversi livelli di governance del sistema, che permettano unconfronto immediato e trasparente tra Aziende/Regioni rendendo possibile attuare un confronto e individuare punti di riferimento (benchmarking) in grado di attivare la verifica e il confronto sui processi e sui risultati per imparare dallo studio e dai risultati di esperienze analoghe (benchlearning).

Proprio in questa linea il Ministro della Salute Ferruccio Fazio ha recentemente lanciato l’operazione trasparenza nella sanità. Per la prima volta i cittadini potranno verificare l’efficienza e l’appropriatezza dei servizi erogati dalle ASL e dalle Aziende Ospedaliere della propria Regione visitando il sito del Ministero della Salute. E’ stato infatti messo a punto un sistema, con il supporto dell’Age.Na.S e della Scuola S.Anna di Pisa, rappresentato visivamente da un “bersaglio” per ciascuna Regione, nel quale è posizionato il risultato della lettura di 34 indicatori di base che rappresentano aspetti fondamentali (tra i quali troviamo l’efficacia dell’assistenza collettiva e la prevenzione).

Ci si sta muovendo quindi sempre di più su un terreno di confronto tra performance dei sistemi sanitari regionali. Lo sforzo è proprio quello di cercare di garantire i LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), in accordo con l’art. 117 della Costituzione, a tutti i cittadini italiani anche attraverso l’attivazione di meccanismi di analisi comparativa e benchmarking.

La tendenza generale del Paese è quella di collegare, in un percorso coerente, politiche, risorse e risultati. Come esempi in atto possiamo citare la stretta collaborazione tra i Ministeri (dell’Economia e delle Finanze, della Salute, dei Rapporti con le Regioni), e le Regioni che hanno firmato i Piani di Rientro dal disavanzo in sanità – che esprimono l’impegno comune dello Stato, e dei suoi organi tecnici (Age.Na.S), e di alcune Regioni ad operare congiuntamente – e anche il Nuovo Patto per la Salute 2010-2012 che si muove sulla stessa linea di contestualità tra l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza e il riequilibrio del bilancio.

In organizzazioni complesse, che producono servizi alle persone e rivestono carattere professionale, le risorse umane, e la qualità tecnico scientifica del loro operato, rappresentano un tassello fondamentale sul quale è necessario investire, sia in termini di formazione e aggiornamento continuo che in termini di qualità, efficacia, produttività.

La valutazione dei dirigenti e di tutto il personale delle Aziende Sanitarie, pur ovviamente collocata in una strategia manageriale regionale e aziendale più ampia, non costituisce un semplice tassello di quest’ultime ma un nodo fondamentale in grado di determinare il cambiamento. Il progetto pilota è già di per sé un’innovazione utile per il nostro Paese, in quanto permette di non imporre le Riforme dall’alto ma di testare per poi tarare, sulla base dei risultati emergenti dalle sperimentazioni, la definitiva applicazione ai vari settori. In questa logica, nella consapevolezza delle strategie e dei risultati importanti già ottenuti dalle Regioni, questa sperimentazione intende fornire un contributo specifico e presentare i risultati di un’esperienza concreta realizzata sul campo, pure se in un breve lasso di tempo, e in ambienti e scenari organizzativi differenti, nella speranza di contribuire a facilitare i percorsi regionali di valutazione dei dirigenti e del personale che opera nelle Aziende Sanitarie.

Dott.ssa SilviaBoni, Formez – dirigente per le Tematiche della Salute
Dott.ssa Stefania Pappalardo, Formez – coordinatrice di progetti per le Tematiche della Salute

Scarica il rapporto completo “Valutare Salute” (PDF 2,16MB link esterno)

Scarica le Conclusioni della sperimentazione (capitolo 8 del rapporto “Valutare Salute”) (PDF 13KB)

Scarica il rapporto relativo alla sperimentazione effettuata in Sicilia “Valutare Salute in Sicilia” (PDF 843KB, link esterno)