Autore: Stefano Baraldi
Edizione: McGraw-Hill
Anno: 2005

Il titolo è parzialmente fuorviante perché porta a pensare che questo libro riguardi esclusivamente l’applicazione della Balanced Scorecard in Sanità (l’autore non me ne voglia se, al contrario di quanto fa lui, considero più naturale l’utilizzo dell’articolo femminile davanti a Balanced Scorecard). A tutti gli effetti questo libro è la somma di due parti distinte: una sui concetti teorici, e le istruzioni per l’uso, relativi alla metodologia Balanced Scorecard in generale ed una sull’applicazione della Balanced Scorecard in ambito sanitario. Ci tengo a sottolinearlo perchè la prima parte, quella sulla Balanced Scorecard in generale, non è solamente introduttiva e funzionale alla seconda parte, quella delle applicazioni in un settore specifico, ma vive di vita propria: più di 200 pagine che giustificano l’acquisto del libro anche per coloro che non operano in Sanità. Sono 200 pagine che aiutano a comprendere la Balanced Scorecard, come correttamente introdurla nella propria organizzazione e come applicarla con successo per gestire e migliorare la propria performance.
Vediamo come è strutturato il volume. Il libro è diviso in quattro sezioni per un totale di 22 capitoli e di quasi 600 pagine di trattazione.
La prima sezione (I sistemi di misurazione della performance e il Balanced Scorecard), come dice il titolo è dedicata in generale ai sistemi di misurazione della performance ed introduce l’argomento Balanced Scorecard.
In questa sezione sono sviluppati i concetti fondamentali della misurazione della performance, (capitolo 1), introdotta la Balanced Scorecard (capitolo 2) ed analizzate quelle che l’autore chiama “grazie e disgrazie” della Balanced Scorecard (capitolo 3). In qust’ultimo capitolo vengono citati studi empirici e ricerche sulla diffusione della BSC, le modalità con cui viene usata, ed i risultati che hanno conseguito le organizzazioni che l’hanno adottata
La seconda sezione (Il Balanced Scorecard: istruzioni per l’uso) è dedicata ad approfondire il tema della progettazione, implementazione, uso e manutenzione della Balanced Scorecard. Questa sezione si compone di sette capitoli. L’autore descrive le fasi per sviluppare la Balanced Scorecard (capitolo 4), come creare il team di sviluppo, pianificare lo sviluppo e creare il consenso intorno al progetto (capitolo 5), la progettazione logica attraverso la mappa strategica, la scelta degli indicatori, il cascading (capitolo 6), lo sviluppo dell’architettura informativa per condividere ed automatizzare la BSC (capitolo 7), l’integrazione tra la BSC e i processi manageriali consolidati già in essere nell’organizzazione (capitolo 8), la manutenzione della BSC, per adattarla all’evoluzione del contesto (capitolo 9), la gestione del cambiamento organizzativo (capitolo 10)
La terza sezione (Il Balanced Scorecard nelel aziende sanitarie) approfondisce come la Balanced Scorecard possa essere efficacemente utilizzata nell’ambito sanitario. Questa sezione è composta da due capitoli. Nel primo l’autore illustra le potenzialità della BSC in ambito sanitario, ne descrive la diffusione e le esperienze più significative (capitolo 11). Nel secondo l’autore si cala nella realtà italiana facendo un bilancio delle prime esperienze nel nostro paese (capitolo 12)
La quarta sezione (Alcune esperienze aziendali) illustra numerosi casi di aziende sanitarie dove è stata implementata la Balanced Scorecard. Questi casi sono descritti direttamente dalle persone coinvolte nelle specifiche esperienze e rappresentano un panorama piuttosto composito di applicazioni. Ovviamente non esiste un modo migliore in assoluto di costruire una BSC ed ogni organizzazione adatta questa metodologia alle proprie esigenze.Questo non vuol dire, però, stravolgerla o impoverirla. Di fatto, accanto ad alcuni casi esemplari di come dovrebbe essere realizzata una BSC, ce ne sono altri che mi lasciano piuttosto perplesso: pur rispettando il lavoro di ciascuno, ma spinto dalla ricerca di chiarezza nella terminologia e nei contenuti, chiamare BSC degli embrioni di sistema di misurazione della performance, mi sembra abbastanza inappropriato. Non volendo stilare classifiche o citare casi particolari, lascio al giudizio critico del lettore la conferma o meno di questa mia valutazione.
La rassegna di casi , inclusa nella quarta sezione, comprende: l’Azienda Ospedaliera San Carlo Borromeo di Milano (capitolo 13), l’Istituto Europeo di Oncologia (capitolo 14), l’Azienda Unità Sanitaria Locale Bologna Nord (capitolo 15), l’Azienda Ospedaliera Universitaria San Martino di Genova (capitolo (16), il sistema di valutazione della performance delle aziende sanitarie toscane (capitolo 17), l’Azienda per i Servizi Sanitari Isontina (capitolo 18) l’Ente Ospedaliero Cantonale della Svizzera Italiana (capitolo 19), il progetto Hospital Report in Ontario Canada (capitolo 20), L’azienda Ospedaliera Ospedale di Busto Arsizio (capitolo 21), l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma (capitolo 22).
Baraldi mostra di avere una conoscenza approfondita della tematica, una molteplicità di fonti, una notevole capacità di elaborazione ed una solida esperienza in campo applicativo. La sua esposizione è chiara anche nei passaggi più delicati, i riferimenti sono sempre puntuali ed appropriati.
Se non conoscete l’inglese e volete approfondire l’argomento Balanced Scorecard per valutare:
– se questa metodologia può essere applicata nella vostra organizzazione,
– come applicarla correttamente
– quali conseguenze può comportare la sua applicazione
allora, acquistate questo libro, anche se operate in un settore completamente differente da quello sanitario (e soprattutto leggetelo con cura).

Per l’acquisto: Unilibro.it