Titolo completo: Prede o ragni. Uomini ed organizzazioni nella ragnatela della complessità
Autori: Alberto F. De Toni e Luca Comello
Edizione: De Agostini Scuola
Anno: 2005

Per chi desidera approcciare la tematica della complessità e farsi un’idea di come questa possa essere applicata allo studio e alla gestione delle organizzazioni, il libro di De Toni e Comello costituisce un eccellente strumento.

Da una parte, gli autori forniscono un’ampia e strutturata panoramica della ricerca relativa alla teoria della complessità ed alla applicazione di questa teoria nel campo economico e manageriale. Partendo dalla scienza classica, attraverso un ampio uso di citazioni, gli autori illustrano come si è evoluto il pensiero scientifico, economico e manageriale verso la complessità.

Dall’altra, gli autori propongono una sintesi in sette principi, prima degli elementi salienti della teoria della complessità, poi degli elementi salienti del management della complessità.

Mentre sulla teoria della complessità la letteratura è piuttosto ampia, per quanto riguarda l’applicazione di tale teoria nel settore del management la letteratura è notevolmente più limitata. Questo fa ulteriormente apprezzare il lavoro svolto dai due autori.

Il libro, un tomo di quasi 600 pagine, è strutturato in 4 parti per una serie di 21 capitoli ai quali aggiungere una introduzione e tre appendici. Le prime due parti sono dedicate ala teoria della complessità. Le altre due alla teoria della complessità declinata nel management.

Nell’introduzione gli autori chiariscono il contesto in cui è stata sviluppata l’opera e lo scopo che l’ha ispirata. Il contesto è quello che ruota intorno alla teoria della complessità con particolare riferimento alle applicazioni di questa teoria nel campo del management. Lo scopo è quello di proporre una panoramica ragionata delle ricerche effettuate, una loro razionalizzazione ed una sintesi in sette principi dei concetti dell’applicazione della teoria della complessità nella gestione delle organizzazioni.

La prima parte del libro, Dalla scienza classica alla teoria della complessità, comprende i primi tre capitoli ed è dedicata ad illustrare l’evoluzione del pensiero scientifico negli ultimi tre secoli.

Nel primo capitolo, I sistemi complessi, sono analizzate le caratteristiche principali dei sistemi complessi, soffermandosi sulle differenze tra gli aggettivi complesso e complicato.

Nel secondo capitolo, Un percorso tra i giganti, gli autori illustrano il percorso evolutivo compiuto dal pensiero scientifico: dai concetti della scienza classica a quelli ispirati dal secondo principio della termodinamica, fino a quelli della teoria della complessità.

Nel terzo capitolo, La riscoperta della complessità, gli autori approfondiscono alcuni concetti fondamentali quali quello del tempo e le distinzioni che emergono tra il pensiero scientifico tradizionale e quello ispirato dalla teoria della complessità.

La seconda parte del libro, I sette principi della teoria della complessità, è composta da 8 capitoli. Ciascuno dei primi sette capitoli è dedicato ad un principio, l’ottavo alle conclusioni.

I principi illustrati sono:

  • Principio1: Auto-organizzazione (capitolo quarto)
  • Principio 2: Orlo del caos (capitolo quinto)
  • Principio 3: Principio ologrammatico (capitolo sesto)
  • Principio 4: Impossibilità della previsione (capitolo settimo)
  • Principio 5: Potere delle connessioni (capitolo ottavo)
  • Principio 6: Causalità circolare (capitolo nono)
  • Principio 7: Apprendimento try&learn (capitolo decimo)

Nel capitolo undicesimo, Conclusioni sulla teoria della complessità, gli autori illustrano come i sette principi proposti si collegano alle definizioni di complessità in letteratura ed ai concetti sviluppati dai maggiori studiosi dell’argomento.

Nella terza parte del libro, Dal management tradizionale al management della complessità, composta di due capitoli, gli autori indirizzano il focus sull’applicazione della teoria della complessità alla gestione delle organizzazioni.

Nel capitolo dodicesimo, Economia e complessità, gli autori illustrano l’evoluzione del pensiero economico, dall’impostazione influenzata dalla scienza classica all’impostazione di Santa Fe.

Il capitolo tredicesimo, Verso un nuovo approccio de management, è dedicato all’evoluzione del pensiero manageriale ed al cambiamento di paradigma: dalle imprese come sistemi semplici in ambienti semplici, alle imprese come sistemi complessi in ambienti complessi.

Nella quarta parte del libro, I sette principi della complessità applicati al management, composta dagli ultimi otto capitoli, sono illustrati i sette principi individuati dagli autori:

  • Principio1: Auto-organizzazione (capitolo quattordicesimo)
  • Principio 2: Disorganizzazione creativa (capitolo quindicesimo)
  • Principio 3: Condivisione (capitolo sedicesimo)
  • Principio 4: Flessibilità strategica (capitolo diciassettesimo)
  • Principio 5: Network organization (capitolo diciottesimo)
  • Principio 6: Circoli virtuosi (capitolo diciannovesimo)
  • Principio 7: Learning organization (capitolo ventesimo)

Nel ventunesimo ed ultimo capitolo, Conclusioni sul management della complessità, gli autori evidenziano le minacce e le opportunità derivanti dalla complessità e propongono tre leggi generali a cui i manager delle organizzazioni complesse possono fare riferimento.

Ogni capitolo è corredato di un comodo specchietto riassuntivo finale dove sono riepilogate le informazioni salienti contenute nel capitolo.

Le tre appendici sono dedicate rispettivamente a:

  • il teorema di minima produzione entropica di Prigogine
  • un elenco con un brevissimo profilo degli autori più citati
  • una mappatura della ricerca sulla complessità

Anche se pubblicato nove anni fa, il libro costituisce tuttora una risorsa preziosa ed attuale. Se le tematiche della complessità e della complessità applicata al management vi affascinano, ma non sapete come avvicinarle, senz’altro questo libro è per voi.