Titolo completo: La nuova rivoluzione delle macchine. Lavoro e prosperità nell’era della tecnologia trionfante.
Autori: Erik Brynjolfsson e Andrew McAfee
Edizione: Feltrinelli
Anno 2015

Siamo in un periodo di forti cambiamenti e di grande confusione. Le certezze su cui facevamo affidamento stanno via via scomparendo e abbiamo pochi riferimenti per decifrare e comprendere la realtà che ci circonda. Ci sfugge sempre qualcosa e ci sentiamo sempre più piccoli di fronte al rapido evolvere degli eventi. Vorremmo che ci fosse una regia dietro tutto ciò, purtroppo o per fortuna, non c’è: le dinamiche sono fuori dal controllo dei singoli che possono solo influenzarne l’accelerazione o il rallentamento. Nel nostro essere persi ci vengono in soccorso i due autori che cercano di cogliere e presentarci quelli che sono gli elementi che determinano la situazione che stiamo vivendo a livello globale. La loro analisi è lucida. I tasselli che riescono a mettere insieme ci danno una idea del puzzle nel quale siamo immersi. Non è un quadro completo, impossibile da rappresentare nella sua interezza, per la complessità e la mutevolezza che ne caratterizzano i tratti, ma è una buona approssimazione che evidenzia alcune tendenze e ci permette di riflettere sul presente che stiamo vivendo e sugli scenari di un possibile futuro.

Per gli autori siamo ad un nuovo punto di svolta: stiamo entrando in una seconda età delle macchine. Le tecnologie digitali stanno trasformando la società e l’economia come la macchina a vapore aveva fatto al tempo della rivoluzione industriale. Per gli autori ciò comporterà conseguenze benefiche, ma anche un divario sempre più elevato tra ricchi e poveri.

Il libro è strutturato in tre sezioni. Nella prima, che comprende i primi sei capitoli (1° Le grandi storie, 2° Le capacità delle nuove macchine: la tecnologia va in fuga, 3° La legge di Moore e la seconda metà della scacchiera, 4° La digitalizzazione di tutto o quasi, 5° Innovazione: declino o ricombinazione?, 6° Intelligenza umana e artificiale nella seconda età delle macchine) gli autori descrivono gli elementi che caratterizzano la seconda età delle macchine. Nella seconda, dal capitolo 7° al capitolo 11° (7° Cornucopia informatica, 8° Oltre il PIL, 9° Il divario, 10° I veri vincenti: star e superstar, 11° Implicazioni dell’abbondanza e della diseguaglianza) gli autori analizzano le due conseguenze economiche più significative del progresso tecnologico, da una parte l’abbondanza di beni disponibili, tangibili ed intangibili, dall’altra la diseguaglianza, tra i possessori della ricchezza. Conseguenze destinate entrambe a crescere se mancherà la capacità di intervenire a livello globale. L’ultima sezione, dal capitolo 12° al 15° (12° Imparare a correre con le macchine: raccomandazioni per i singoli, 13° Raccomandazioni politiche, 14° Raccomandazioni a lungo termine, 15° La tecnologia ed il futuro), è riservata dagli autori alle raccomandazioni per valorizzare gli aspetti positivi della seconda età delle macchine, minimizzarne quelli negativi e rendere il futuro meno problematico.

I dati che gli autori mostrano sull’ampliamento del divario tra ricchi e poveri induce a più di una riflessione (il grafico a pagina 144 che mostra il PIL reale contro il reddito mediano pro capite mostra un trend veramente preoccupante). Le considerazioni sull’abbondanza sono molto interessanti e complessivamente condivisibili, anche se abbondanza non implica solo positività. Un po’ meno la visione del futuro, intrisa, a mio parere, di un ottimismo un po’ eccessivo. Nel complesso, un libro convincente, assolutamente da leggere.