Titolo completo: Drive. The surprising truth about what motivates us.
Autore: Daniel H. Pink
Edizione: Canongate Books Ltd
Anno: 2009

Drive è considerato uno dei testi più significativi sulla motivazione degli ultimi cinque anni. Se dovessimo sintetizzare in poche parole i contenuti del libro, potremmo dire che Drive

  • ci illustra cosa ci insegna la scienza sulla motivazione,
  • evidenzia quanto le pratiche di management in uso sono luoghi comuni che si discostano dagli insegnamenti scientifici,
  • sottolinea cosa è necessario imparare dalla scienza per sviluppare la motivazione delle persone ed ottenere una performance migliore.

Per Daniel Pink la motivazione nel corso dei secoli è stata attivata attraverso tre differenti sistemi operativi. Ai primordi della specie umana c’era “Motivazione 1.0”: soddisfare i bisogni biologici e provare a sopravvivere. Con l’evolvere della società si è passati al sistema operativo “Motivazione 2.0”: ricercare riconoscimenti ed evitare punizioni. E’ il sistema del bastone e della carota: le persone sono premiate con denaro o altri benefici se hanno un comportamento consono con i desiderata e sono punite se, viceversa, il loro comportamento non è consono. E’ il “management scientifico” introdotto da Taylor agli inizi del ‘900. Il sistema si è poi leggermente evoluto, grazie agli studi di McGregor in una sorta di Motivazione 2.1 dove si cerca di dare più autonomia alle persone e di farle crescere all’interno dell’organizzazione. Motivazione 2.0 alcune volte funziona, il più delle volte no e, comunque, si rivela un sistema inadeguato per i lavoratori della conoscenza del 21° secolo. Affidarsi alle leve della motivazione estrinseca di fatto non permette di sviluppare adeguatamente la motivazione intrinseca delle persone. E’ necessario per Pink promuovere un ripensamento complessivo sulle leve della motivazione, puntando sugli elementi decisivi per attivare la motivazione intrinseca di coloro che svolgono lavori complessi. Questi elementi sono i costituenti del nuovo sistema operativo suggerito da Pink, ovvero quella che l’autore definisce Motivazione 3.0,: autonomia, padronanza e scopo. Autonomia, in termini di maggiore liberà decisionale su compiti (cosa fare), tempo (quando farlo), team (con chi farlo) e tecnica (come farlo). Per Pink “aziende che offrono autonomia, alcune volte anche in dosi massicce, ottengono una performance migliore della concorrenza. Padronanza, in termini di capacità di fare sempre meglio ciò che conta: desiderio e bisogno intellettuale di approfondire conoscenze e abilità per migliorare e migliorarsi. Scopo in termini di aspirazione ad essere partecipi di qualcosa di più grande e durevole del proprio io.

Passare da Motivazione 2.0 a Motivazione 3.0 non è facile in quanto la prima è fortemente radicata nella letteratura e nella pratica del business, anche se, di fatto, non è supportata da evidenze scientifiche che ne comprovino la validità. Anzi le evidenze scientifiche dimostrano proprio che le leve della motivazione estrinseca spesso non funzionano come ci si aspetta ed, in alcuni casi, danno luogo a veri e propri comportamenti indesiderati. Il paradosso è che la nostra razionalità non ci permette di essere razionali. Riflettere sui fattori che abilitano la motivazione intrinseca dovrebbe, invece, diventare una priorità per tutti coloro che desiderano esplorare nuove e più efficaci vie da percorrere per migliorare la performance della propria organizzazione.

Il libro, di circa 240 pagine, è strutturato in tre parti precedute da un’introduzione “The Puzzling Puzzles of Harry Harlow and Edward Deci“.
La prima parte, “A New Operating System“, è composta da quattro capitoli: Capitolo 1 – “The Rise and Fall of Motivation 2.0“, Capitolo 2 – “Seven Reasons Carrots and Sticks (Often) Don’t Work ...” , Capitolo 2A – “… and the Special Circumstances When They Do“, Capitolo 3 – “Type I and Type X“. In questa parte l’autore descrive il metodo tradizionale della motivazione estrinseca, illustrando perché si rivela il più delle volte inadeguato e indicando quali sono al contrario le situazioni dove può ancora essere applicato efficacemente. Quindi introduce Motovazione 3.0 differenziando le persone in un’organizzazione tra coloro che sono più sensibili alle leve della motovazione estrinseca e coloro che fanno più affidamento sulla motivazione intrinseca.
La seconda parte, “The Three Elements” è composta da tre capitoli: Capitolo 4 – “Autonomy“, Capitolo 5 – “Mastery“, Capitolo 6 – “Scope“. In questa parte l’autore descrive i tre elementi fondamentali della motivazione intrinseca dei lavoratori della conoscenza.
La terza parte, “The Type I Toolkit” è composta di vari paragrafi che illustrano vari strumenti e suggerimenti da utilizzare per migliorare il proprio approccio alla motivazione intrinseca.

Si tratta di un testo che ha come finalità aprire le menti alla motivazione intrinseca che esiste in ciascuno di noi in forma più o meno accentuata e che è possibile far crescere adottando opportune pratiche. Un libro per andare in controtendenza rispetto ai luoghi comuni imperanti sulla motivazione, spietato nell’individuare ciò che non funziona nella motivazione estrinseca, leggermente più debole nel generalizzare ciò che deve essere fatto per sviluppare la motivazione intrinseca. Comunque da leggere e da far leggere a chi crede che l’incentivazione economica sia l’unica leva per migliorare la performance della propria (o dell’altrui) organizzazione.

Per meglio comprendere i contenuti ci sono due video perticolarmente significativi di cui suggerisco la visione.
Il primo è disponibile su TED (Technology, Entertainment, Design www.ted.com) una piattaforma dove si possono trovare tantissime “conversazioni” interessanti, sugli argomenti più disparati. Uno strumento utilissimo per cogliere nuovi spunti ed idee. La conversazione in cui Daniel Pink introduce Drive, si trova alla pagina:
http://www.ted.com/talks/dan_pink_on_motivation.html
è possibile selezionare i sottotitoli in 32 lingue tra cui l’italiano.

Il secondo è sempre uno “speach” di Daniel Pink su Drive, commentato dai grafici di RSA (The Royal Society for the Encouragement of Arts, Manufactures and Commerce). Un fantastico modo per dare un efficace riscontro visuale al parlato. Il video in questione si trova su www.youtube.com alla pagina
http://www.youtube.com/watch?v=u6XAPnuFjJc

Per ulteriori informazioni su Daniel Pink e le sue attività potete visitare il suo sito http://www.danpink.com/

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