Titolo completo: Decisive. How to make better choices in life and work
Autori: Chip Heath e Dan Heath
Edizione: Crown Business
Anno 2013

Le giuste decisioni, prese al momento giusto, possono fare la differenza, sia sul lavoro che nella vita privata. Perché allora, quando dobbiamo prendere una decisione, ci lasciamo condizionare da una serie di fattori irrazionali e di convinzioni preconcette che possono minare una corretta valutazione di tutti gli elementi che possono contribuire alla bontà della scelta che dobbiamo operare?

Lo studio del processo decisionale è tra i più affascinanti. La letteratura sull’argomento è molto vasta ed è difficile selezionare i contributi più preziosi. Nel campo manageriale si riduce spesso alla proposta di ricette preconfezionate, poco supportate da una rigorosa ricerca in merito. Gli autori di questo libro fanno riferimento alle ricerche più avanzate nel settore per inquadrare il problema ed avanzare una serie di proposte per migliorare la qualità del nostro processo decisionale, corredando le considerazioni con numerosi esempi chiarificatori (forse troppi).

In sintesi, per gli autori, il processo decisionale si articola in quattro passaggi:

  • ci si trova nelle condizioni di operare una scelta o di dover prendere una decisione
  • si analizzano le varie opzioni disponibili
  • si prende la decisione
  • si convive con la decisione presa

Ciascuno di questi passaggi può essere negativamente influenzato da alcuni fattori, nell’ordine:

  • avere un set ristretto di differenti opzioni
  • prendere in considerazione solo i dati che supportano una nostra convinzione preconcetta
  • lasciarsi guidare da emozioni a breve termine
  • avere una fiducia smisurata nella nostra capacità decisionale

Per evitare queste trappole gli autori suggeriscono di:

  • allargare il set di opzioni a disposizione evitando di trascurare preziose opportunità
  • mettere alla prova le nostre assunzioni attraverso il contributo di soggetti terzi affidabili
  • mantenere una certa distanza emotiva
  • essere preparati all’errore

La logica seguita è molto rigorosa, anche se non emerge nessuna idea realmente innovativa, ma si confermano considerazioni fatte precedentemente da altri autori. Gli esempi aiutano a capire, ma il numero eccessivo fa perdere fluidità alla narrazione, che è un po’ troppo verbosa.

Vediamo in dettaglio come è strutturato il libro di circa 300 pagine.

Nella sezione introduttiva che oltre all’introduzione comprende il primo capitolo “The four villains of decision making”, gli autori inquadrano la tematica definendo i quattro step del processo decisionale, individuando le criticità collegate a ciascun passaggio e proponendo come ovviare a questi inconvenienti con soluzioni che verranno approfondite nelle sezioni successive.

Nella seconda sezione “Widen your options” gli autori ci spiegano come allargare il set di opzioni a disposizione attraverso argomentazioni sviluppate in tre capitoli “Avoid a narrow frame”, “Multitrack” e “Find someone who’s solved your problem”.

La terza sezione “Reality-test your assumptions” è dedicata a come evitare di considerare solo dati autoreferenziali, testando a 360 gradi le assunzioni alla base delle nostre decisioni. Anche questa sezione è articolata in tre capitoli: “Consider the opposite”, “Zoom out, zoom in” e “Ooch”.

Nella quarta sezione “Attain distance before deciding” gli autori argomentano perché è opportuno mantenere una certa distanza emotiva nel momento decisionale. I due capitoli inclusi in questa sezione sono: “Overcome short-term emotion” e “Honor your core priorities

La quinta sezione “Prepare to be wrong” è articolata in tre capitoli “Bookend the future”, “Set a tripwire” e “Trusting the process” dove gli autori ci avvertono quanto sia pericoloso prendere delle decisioni in maniera meccanica o avere troppa confidenza nella nostra capacità predittiva.

Seguono una serie di “appendici”:

  • Next step – L’elenco di una serie di contributi aggiuntivi scaricabili dal sito www.heathbrothers.com
  • Recommendations for further reading – Suggerimenti su ulteriori letture
  • Clinics – Tre casi di studio, in cui sono applicati i concetti sviluppati nel libro
  • Overcoming obstacles – Una serie di ostacoli che si possono incontrare nel momento decisionale con una serie di suggerimenti su come superarli

Quest’ultima fatica dei fratelli Heath, a mio parere, non è convincente come quella precedente (Switch), già recensita su questo sito. Idee valide, ma non particolarmente innovative, e struttura del libro che rende complessa la narrazione sono i maggiori difetti di un libro, comunque interessante.