Autore: Manuela Franco.

L’E&BSC è una rivisitazione dalla BSC tradizionale, un processo guida per definire e gestire strategie d’impresa eco-compatibili secondo le quattro + 1 visuali della Balanced Scorecard di Fig. 1.
La componente innovativa della E&BSC consiste nella possibilità di migliorare le performances economiche di un’impresa anche attraverso componenti mediamente trascurate come quelle architettoniche-ambientali.
La leva strategica sulla quale la E&BSC vuole puntare è l’integrazione tra gli esperti afferenti alla bioarchitettura e all’ecodesign con gli esperti di gestione aziendale.
La bioarchitettura mira a progettare e costruire edifici che riducano al minimo gli sprechi e che non esercitino gravi effetti negativi sull’ambiente e sulla salute di chi abita o fruisce di quegli spazi. Inoltre lo scopo è di creare edifici autosufficienti riducendo all’essenziale l’acquisto di energia dall’esterno .
Tuttavia è necessario chiarire che essa non è solo un complesso di soluzioni progettuali che consente di assicurare in un edificio il mantenimento delle condizioni di benessere facendo uso quanto meno sia possibile di impianti che richiedano consumi energetici da fonti esauribili e non è quindi fondata unicamente sullo studio delle prestazioni del sistema tecnologico per definire soluzioni compatibili con l’ambiente ed energeticamente efficienti, ma si basa su un articolato processo che dall’indagine conoscitiva di tutto il contesto ambientale, sia interno che esterno, prende forma, inserendo come variabili di progetto anche le componenti vitali dell’ecosistema preesistente.

FINANZA
valuta indicatori tradizionali quali: redditività, fatturato, margini
CLIENTI
misura il punto di vista del mercato tramite indici di servizio, soddisfazione e fedelta della clientela
ORGANIZZAZIONE
misura l’efficienza dei processi e delle procedure interne all’azienda
SVILUPPO
valuta elementi meno tangibili quali: innovazione, patrimonio intellettuale
AMBIENTE
valuta le performance ambientali in relazione alla finanza, ai clienti, all’organizzazione ed allo sviluppo

Fig.1 – le prospettive della Eco Balanced Scorecard

A sua volta la bioclimatica è una branca della bioarchitettura che si propone di ottimizzare gli scambi energetici dell’architettura con l’ambiente circostante attraverso logiche, strategie ed interventi che mettono in relazione la vita dell’uomo con il clima per trarne vantaggio. Essa si propone di raggiungere condizioni di benessere negli ambienti interni riducendo il più possibile il consumo di materia ed energia e la produzione di emissioni dannose per l’ambiente e per l’uomo. Sono diversi i tipi di benessere su cui l’architettura può influire:

    • visivo
    • termoigrometrico
    • acustico
    • olfattivo
    • psicologico

Garantire buoni livelli di queste forme di benessere attraverso soluzioni a basso impatto consente di ottenere tangibili benefici economici derivanti dalle migliori performance dei lavoratori e dai rilevanti risparmi sui consumi di energia elettrica, acqua e gas.
In ambito specificatamente industriale si possono implementare forme di integrazione tra la progettazione bioarchitettonica e le strategie aziendali dai grandissimi ritorni economici ed ambientali derivanti dall’applicazione olistica dei principi dell’ecologia industriale. L’ecologia industriale è una disciplina fondata sulle possibilità di strutturare i sistemi industriali sul modello degli ecosistemi naturali. In natura gli scarti di un organismo diventano nutrimento per un altro. Per un’effettiva mimesi del sistema naturale bisogna considerare che ogni componente di un sistema industriale dipende ed è parte integrante di un sistema più ampio. In tal modo è possibile trasformare i flussi di materia ed energia da lineari a ciclici, integrando la gestione dei sistemi produttivi con la gestione dei sistemi edilizi.
La E&BSC costituisce l’infrastruttura su cui sviluppare uno Eco-Strategic Management System, con un ruolo di controllo ambientale ma anche di strumento di pianificazione, particolarmente attento alla gestione e alla comunicazione organizzativa sostenibile.
Rispetto alle quattro visuali della BSC tradizionale, nel caso in esame ne è stata introdotta una quinta, l’ambiente, inizialmente intesa tout court e poi via via specificata nelle sue possibili componenti strategiche connesse al processo, al prodotto ed al sistema edilizio architettonico dell’azienda stessa.
In particolare per quello che concerne l’eco-orientamento di un’azienda rispetto al processo ed al prodotto, oggi già esiste una consolidata letteratura che va dall’ideazione alla sperimentazione e alla normazione. Molto meno esiste, o comunque si conosce, dell’eco-compatibilità dell’insediamento industriale, della fabbrica, dell’ufficio e dei benefici ambientali e parimenti economici che se ne possono trarre.
In sostanza, la componente ambientale può rappresentare una leva strategica che agisce in tutti e quattro gli ambiti della BSC ed in particolare:

  • sullo sviluppo: con innovative configurazioni, o ri-configurazioni bioarchitettoniche; con innovativi processi eco-compatibili ed eco-efficienti; con innovativi prodotti eco-compatibili ed eco-efficienti;
  • sull’organizzazione: che indiscutibilmente può trarre grandi benefici psicologici (e conseguentemente produttivi) dal miglioramento della qualità architettonico- ambientale dei luoghi di lavoro;
  • sui clienti: sempre più attenti ed esigenti, presso i quali la tutela e conservazione della natura da parte dell’azienda può rappresentare un potente elemento di diversificazione sul mercato e garanzia di qualità ambientale;
  • sulla finanza: con i ritorni economici impliciti nei precedenti punti ed i sensibili risparmi sui conti di gestione di strutture edilizie bioarchitettoniche e bioclimatiche.

Nell’immagine seguente, Fig. 2, è rappresentato il ciclo di sviluppo dell’E&BSC:

Fig. 2 – il ciclo di sviluppo della E&BSC

Con la E&BSC sarà possibile perseguire obiettivi nuovi, o comunque innovativi nella loro articolazione sistemica multidisciplinare: da un punto di vista tecnico-culturale, in quanto i criteri progettuali bioarchitettonici e le tecniche ed i prodotti eco-compatibili sono relativamente nuovi ed in continuo aggiornamento nell’ambito di un mercato in evidente crescita; compositivo, si potranno configurare nuovi scenari fino ad ora quasi inesplorati; strategico, nell’attivare partnership tra consulenti aziendali ed esperti di bioarchitettura ed eco-design al fine di migliorare le performances economiche di un’azienda attraverso il miglioramento delle performances ambientali.
Oggi il vantaggio competitivo per le aziende non è dovuto più tanto ai beni tangibili ma alle competenze, alle conoscenze, alle politiche, alle idee ed al rispetto e valorizzazione del fattore umano. Fondamentale per le organizzazioni orientate dalla strategia è coinvolgere tutte i propri dipendenti nella sua articolazione, comunicandola e condividendola in modo tale che essi possano quotidianamente darne un personale contributo al suo successo. Ovviamente se la strategia prevede un miglioramento delle condizioni ambientali dei luoghi di lavoro saranno gli stessi dipendenti ad impegnarsi attivamente nel perseguimento di tale obiettivo, potendo toccare con mano i benefici derivanti direttamente su di loro ed indirettamente sul successo dell’azienda. Da quanto sopra discende che costruire mappe strategiche, compatibili con l’ambiente naturale e sociale, consente di controllare come mobilitare il capitale intangibile, associato ad altri beni immateriali e materiali, e trasformarlo per creare proposte valore sostenibili per i clienti e risultati economico finanziari tangibili per gli azionisti.

Manuela Franco – Architetto, Dottore di ricerca in Tecnologia dell’Architettura, specializzata nella progettazione e gestione ecocompatibili delle attività edilizie, in particolare nel recupero e riciclo delle risorse.
Membro del Consiglio Direttivo dell’ INBAR, Ist. Naz.di bioarchitettura di Napoli e Direttrice del Corso di Bioarchitettura di primo livello di Napoli. Svolge attività di ricerca presso la Facoltà di Architettura di Napoli, dove attualmente è docente a contratto in Progettazione ambientale, e presso la Seconda Facoltà di Architettura di Napoli-Aversa. E’ autrice di svariate pubblicazioni tra cui. “I Parchi Eco-industali” , FrancoAngeli, 2005.
Può essere contattata all’indirizzo archmafra@libero.it