Il “logic model” (modello logico) ed il “logical framework” (da cui deriva il quadro logico della progettazione europea) sono variazioni di uno stesso schema logico di fondo sviluppato a cavallo tra la fine degli anni ’60 e l’inizio degli anni ’70. Lo scopo fondamentale per cui sono nati è di utilizzarli:

  • da una parte, come strumenti di pianificazione per definire in modo chiaro e quantitativo i risultati che desideriamo ottenere da un programma o da un progetto, collegando tali risultati agli output da generare, alle attività da eseguire ed alle risorse da impiegare (lettura da destra verso sinistra nel modello logico)
  • dall’altra, come strumenti di monitoraggio e di gestione di programmi o progetti per verificare che le relazioni tra effetti e cause identificati in fase di pianificazione si verifichino effettivamente (lettura da sinistra verso destra del modello logico)

Il “logical framework” introduce una dimensione aggiuntiva molto importante: quella della valutazione del rischio in fase di pianificazione che descrive in quali condizioni le relazioni causa effetto possono realizzarsi. Questo è molto utile anche in fase di gestione per individuare se eventuali gap rispetto alle aspettative sono dovute a carenze imputabili all’esecuzione oppure ad eventi esterni. Non a caso si parla di “logical framework analysis” o “Logical framework approach” (LFA), molto popolare tra chi si occupa di progetti di cooperazione internazionale.

Di seguito alcuni link per approfondimenti sul tema:

Logic Model

http://www.wkkf.org/knowledge-center/resources/2006/02/wk-kellogg-foundation-logic-model-development-guide.aspx

Logical Framework

http://iscb.epfl.ch/files/content/sites/iscb/files/shared/Call/Annex%201_Impact%20pathway%20-%20the%20logical%20framework.pdf

 

Logical Framework Analysis

http://www.who.int/ncd/vision2020_actionplan/documents/LFAguidelines.pdf