In un’epoca caratterizzata da forti accelerazioni (tecnologia, globalizzazione, cambiamenti climatici), diventa ineludibile per i manager rinnovare cultura, conoscenze e competenze per continuare a creare valore per la propria azienda. Analogo rinnovamento è richiesto ai formatori e agli enti di formazione manageriale per contribuire efficacemente alla crescita del capitale umano dei propri clienti.

Il diffondersi di una cultura dell’apprendimento permanente (lifelong learning) è una necessità unanimemente condivisa in letteratura. Ma affermarne l’importanza non basta se non si creano reali opportunità di apprendimento e non si stimola adeguatamente la volontà di apprendimento degli individui. Ciò vale sia per la popolazione in generale, sia, in particolare, per i manager aziendali che nel corso della loro vita lavorativa si trovano ad affrontare situazioni sempre più complesse. Low-skilled manager, ovvero manager inadeguati ad affrontare i cambiamenti in atto possono costituire un serio problema per la sopravvivenza e lo sviluppo aziendale. Oggi, per una azienda, i costi generati dall’ignoranza e dall’obsolescenza delle competenze possedute diventano sempre più onerosi, specialmente se le competenze obsolete sono quelle del management. C’è una responsabilità personale del manager in merito al proprio sviluppo culturale e professionale ed una responsabilità dell’azienda in merito allo sviluppo del proprio capitale umano. Sfortunatamente, entrambi i soggetti si caratterizzano per una scarsa propensione ad investire (tempo, il primo, e denaro, la seconda) in formazione.

Ma cosa apprendere e come apprendere? Cosa significa adeguamento, perfezionamento e aggiornamento continuo del bagaglio culturale e conoscitivo del management?

Capacità progettuale – Per aiutare aziende e manager nella progettazione ed attuazione di un piano formativo efficace è necessario, in primis, aver chiaro quali sono la cultura, le conoscenze, le capacità necessarie per affrontare con successo le sfide che si presentano nell’epoca delle accelerazioni. Quindi avere la capacità di riconoscere i gap di capitale umano che una azienda presenta a livello manageriale e di progettare una formazione su misura, adeguata ai differenti bisogni di ciascun manager in ciascuna realtà aziendale.

Conoscenze e chiavi di lettura – Nell’epoca delle accelerazioni, spesso, per il successo aziendale, assume una rilevanza maggiore ciò che succede al di fuori dell’azienda rispetto a quello che succede internamente. Solo poche realtà aziendali sono in grado di condizionare o creare contesto e/o mercato, tutte le altre hanno, primariamente, la necessità di adattarvisi. Diventa fondamentale conoscere ed avere la capacità di interpretare ciò che sta avvenendo – cioè comprendere a fondo come l’accelerazione esponenziale delle tre forze: tecnologia, globalizzazione e cambiamenti climatici, impatta non solo sul business specifico ma sulla società intera. Fornire una visione sistemica e criteri interpretativi per cogliere l’evoluzione del contesto (a tutti i livelli: sociale, tecnologico, economico ed ambientale) dovrebbero costituire l’elemento base di qualsiasi proposta formativa strutturata o attività formativa organizzata.

Soft skills – Anche il repertorio delle competenze manageriali dovrebbe essere aggiornato. In futuro, ai manager, più che capacità di problem-solving, si richiederà capacità di gestire situazioni complesse e di perseguire, ove possibile, la semplicità, eliminando inutili complicazioni.  Più che influenza e persuasione, si richiederà capacità di creare attenzione e fiducia, due risorse sempre più scarse sia all’interno sia all’esterno dell’azienda. Più che capacità di gestire i collaboratori si richiederà capacità di individuare e gestire nuove forme di collaborazione lavorativa (team e progetti multi-aziendali e multinazionali, crowdsourcing, etc.). Più che pensiero analitico, si richiederà pensiero sistemico. Particolare rilevanza dovrà essere data anche alla capacità di adattamento, alla capacità di collaborazione, all’attitudine all’apprendimento, e, di conseguenza, anche alla capacità di creare le condizioni affinché queste doti siano coltivate e fatte proprie anche dai collaboratori.

Formazione adattata ed aumentata – La sfida sarà organizzare la formazione in tempi, luoghi e modi adeguati ai manager. La pratica del cosiddetto blended learning diventerà sempre più diffusa. Grazie alle tecnologie attuali è possibile produrre materiali e percorsi formativi personalizzati di nuova concezione: erogare worldwide corsi online di alto livello (Coursera) o personalizzare micro-corsi su mobile, di pochi minuti, ciascuno dedicato ad uno specifico obiettivo di apprendimento (CommLab India). Con le tecnologie che stanno emergendo si apriranno gli orizzonti della realtà aumentata e della realtà mista, con le quali creare non tanto nuove attività formative, bensì percorsi esperienziali di apprendimento completamente innovativi.

È chiaro che anche il bagaglio culturale, esperienziale e conoscitivo dei formatori dovrà essere aggiornato per poter supportare le nuove proposte formative. L’obsolescenza delle competenze vale a maggior ragione per i formatori.

 

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