Dopo i primi 7 articoli trattati in precedenza, riprendiamo dall’articolo 8 la disamina del decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 74. Ricordiamo che questo decreto modifica ed integra decreto legislativo 27 ottobre 2009, n.150 di attuazione della legge 4 marzo 2009, n. 15, in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni. Inoltre adegua il decreto 150/2009 al trasferimento al Dipartimento della Funzione Pubblica delle competenze dell’ANAC, già Commissione per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche (CiVIT) relative alla misurazione e valutazione della performance.

Articolo 8

Questo articolo modifica l’articolo 10 del decreto 150/2009 (Piano della performance e Relazione sulla performance).

Le modifiche introdotte sono molteplici e significative.

Con la prima si enuncia che i documenti in oggetto non devono essere solo redatti annualmente, ma anche pubblicati sul sito istituzionale.

La seconda modifica riguarda la lettera a) del comma 1 dell’articolo 10 e ridefinisce il Piano della performance come “documento programmatico triennale, che è definito dell’organo di indirizzo politico-amministrativo in collaborazione con i vertici dell’amministrazione e secondo gli indirizzi impartiti dal Dipartimento della funzione pubblica ai sensi dell’articolo 3, comma 2, e che individua gli indirizzi e gli obiettivi strategici ed operativi di cui all’articolo 5, comma 01, lettera b) e definisce, con riferimento con riferimento agli obiettivi finali ed intermedi ed alle risorse, gli indicatori per la misurazione e la valutazione della performance dell’amministrazione, nonché gli obiettivi assegnati al personale dirigenziale ed i relativi indicatori”.
Questa modifica riprende in questo articolo quanto poi ribadito nell’articolo 15 del decreto 150/2009 (che non viene modificato dal presente decreto).

La terza modifica riguarda la lettera b) del comma 1 dell’articolo 10 e chiarisce che la Relazione sulla performance sia “approvata dall’organo di indirizzo politico-amministrativo e validata dall’Organismo di valutazione” entro il 30 giugno.

La quarta introduce i commi 1-bis e 1-ter.

1 -bis . Per gli enti locali, ferme restando le previsioni di cui all’articolo 169, comma 3 -bis , del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, la Relazione sulla performance di cui al comma 1, lettera b) , può essere unificata al rendiconto della gestione di cui all’articolo 227 del citato decreto legislativo.

1 -ter . Il Piano della performance di cui al comma 1, lettera a), è predisposto a seguito della presentazione alle Camere del documento di economia e finanza, di cui all’articolo 10 della legge 31 dicembre 2009, n. 196. Il Piano delle performance è adottato non oltre il termine di cui al comma 1, lettera a), in coerenza con le note integrative al bilancio di previsione di cui all’articolo 21 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, o con il piano degli indicatori e dei risultati attesi di bilancio, di cui all’articolo 19 del decreto legislativo 31 maggio 2011, n. 91.”.

La quinta modifica aggiunge alla fine del comma 5 dell’articolo 10 i seguenti periodi: «Nei casi in cui la mancata adozione del Piano o della Relazione sulla performance dipenda da omissione o inerzia dell’organo di indirizzo di cui all’articolo 12, comma 1, lettera c) , l’erogazione dei trattamenti e delle premialità di cui al Titolo III è fonte di responsabilità amministrativa del titolare dell’organo che ne ha dato disposizione e che ha concorso alla mancata adozione del Piano, ai sensi del periodo precedente. In caso di ritardo nell’adozione del Piano o della Relazione sulla performance, l’amministrazione comunica tempestivamente le ragioni del mancato rispetto dei termini al Dipartimento della funzione pubblica.». In pratica, con questa modifica, è stata aggiunta la responsabilità amministrativa dell’organo di indirizzo politico-amministrativo che ha disposto l’erogazione dei trattamenti e delle premialità di cui al Titolo III. Da notare che gli articoli 2, 3, 4 del decreto 150/2009 erano stati precedentemente abrogati dal D.P.R. 9 maggio 2016, n. 105

Articolo 9

Questo articolo modifica l’articolo 12 del decreto 150/2009 (Soggetti).

La modifica riguarda la lettera a) del comma 1 per tener conto del trasferimento delle funzioni e delle responsabilità dall’ANAC (CiVIT) al Dipartimento della funzione pubblica.

Articolo 10

Questo articolo modifica l’articolo 13 del decreto 150/2009 (Commissione per la Valutazione, la Trasparenza e l’Integrità delle amministrazioni pubbliche).

Senza entrare nel dettaglio, questo articolo introduce modifiche per adeguare l’articolo 13 alla trasformazione della Commissione in Autorità nazionale anticorruzione (ANAC), alle nuove e diverse competenze assunte e al ruolo dell’ANVUR. Da notare che il comma 5 dell’articolo 13 era stato precedentemente abrogato dal D.P.R. 9 maggio 2016, n. 105, come pure le lettere a), b), c), d), f), g), h), i), l), n), o) del comma 6. Il presente decreto modifica la lettera e) del comma 6 e abroga le rimanenti lettere m) e p). Con queste ulteriori modifiche il comma 6 si riduce alla lettera e). Resta in sospeso, a mio parere, il comma 7 che non viene preso in considerazione e/o citato né dal presente decreto né dal D.P.R. 9 maggio 2016, n. 105.

Articolo 11

Questo articolo modifica l’articolo 14 del decreto 150/2009 (Organismo indipendente di valutazione della performance)

Premesso che i commi 3, 5 e 7 dell’articolo 14 del decreto 150/209 erano stati precedentemente abrogati dal D.P.R. 9 maggio 2016, n. 105, vediamo le principali modifiche introdotte.

Due nuovi commi (2-bis e 2-ter) sono introdotti dopo il comma 2 in sostituzione parziale del precedente comma 7, abrogato, relativi alla composizione dell’OIV:

2-bis. L’Organismo indipendente di valutazione della performance è costituito, di norma, in forma collegiale con tre componenti. Il Dipartimento della funzione pubblica definisce i criteri sulla base dei quali le amministrazioni possono istituire l’Organismo in forma monocratica.

2 -ter. Il Dipartimento della funzione pubblica individua i casi in cui sono istituiti Organismi in forma associata tra più pubbliche amministrazioni.

Il comma 4 è modificato in più parti e ora si presenta come segue:
4. L’Organismo indipendente di valutazione della performance:
a) monitora il funzionamento complessivo del sistema della valutazione, della trasparenza e integrità dei controlli interni ed elabora una relazione annuale sullo stato dello stesso, anche formulando proposte e raccomandazioni ai vertici amministrativi;
b) comunica tempestivamente le criticità riscontrate ai competenti organi interni di governo ed amministrazione, nonché alla Corte dei conti e al Dipartimento della funzione pubblica;
c) valida la Relazione sulla performance di cui all’art. 10, a condizione che la stessa sia redatta in forma sintetica, chiara e di immediata comprensione ai cittadini e agli altri utenti finali e ne assicura la visibilità attraverso la pubblicazione sul sito istituzionale dell’amministrazione;
d) garantisce la correttezza dei processi di misurazione e valutazione con particolare riferimento alla significativa differenziazione dei giudizi di cui all’art. 9, comma 1, lettera d) , nonché dell’utilizzo dei premi di cui al Titolo III, secondo quanto previsto dal presente decreto, dai contratti collettivi nazionali, dai contratti integrativi, dai regolamenti interni all’amministrazione, nel rispetto del principio di valorizzazione del merito e della professionalità;
e) propone, sulla base del sistema di cui all’art. 7, all’organo di indirizzo politico-amministrativo, la valutazione annuale dei dirigenti di vertice e l’attribuzione ad essi dei premi di cui al Titolo III;
f) è responsabile della corretta applicazione delle linee guida, delle metodologie e degli strumenti predisposti dal Dipartimento della funzione pubblica sulla base del decreto adottato ai sensi dell’art. 19, comma 10, del decreto legge n. 90 del 2014;
g) promuove e attesta l’assolvimento degli obblighi relativi alla trasparenza e all’integrità di cui al presente Titolo;
h) verifica i risultati e le buone pratiche di promozione delle pari opportunità.

Dopo il comma 4 sono stati aggiunti altri due commi (4-bis e 4-ter) che recitano rispettivamente:

4 -bis. Gli Organismi indipendenti di valutazione esercitano i compiti di cui al comma 4 e, in particolare, procedono alla validazione della Relazione sulla performance, tenendo conto anche delle risultanze delle valutazioni realizzate con il coinvolgimento dei cittadini o degli altri utenti finali per le attività e i servizi rivolti, nonché, ove presenti, dei risultati prodotti dalle indagini svolte dalle agenzie esterne di valutazione e dalle analisi condotte dai soggetti appartenenti alla rete nazionale per la valutazione delle amministrazioni pubbliche, di cui al decreto emanato in attuazione dell’articolo 19 del decreto-legge n. 90 del 2014, e dei dati e delle elaborazioni forniti dall’amministrazione, secondo le modalità indicate nel sistema di cui all’articolo 7.

4 -ter. Nell’esercizio delle funzioni di cui al comma 4, l’Organismo indipendente di valutazione ha accesso a tutti gli atti e documenti in possesso dell’amministrazione, utili all’espletamento dei propri compiti, nel rispetto della disciplina in materia di protezione dei dati personali. Tale accesso è garantito senza ritardo. L’Organismo ha altresì accesso diretto a tutti i sistemi informativi dell’amministrazione, ivi incluso il sistema di controllo di gestione, e può accedere a tutti i luoghi all’interno dell’amministrazione, al fine di svolgere le verifiche necessarie all’espletamento delle proprie funzioni, potendo agire anche in collaborazione con gli organismi di controllo di regolarità amministrativa e contabile dell’amministrazione. Nel caso di riscontro di gravi irregolarità, l’Organismo indipendente di valutazione effettua ogni opportuna segnalazione agli organi competenti.

Nel comma 8 tra i soggetti che non possono essere nominati come membri dell’OIV, sono introdotti anche i dipendenti dell’amministrazione interessata.

Inoltre dopo l’articolo 14 del decreto 150/2009 il presente decreto introduce un ulteriore articolo 14-bis:

Art. 14 -bis (Elenco, durata e requisiti dei componenti degli OIV).

  1. Il Dipartimento della funzione pubblica tiene e aggiorna l’Elenco nazionale dei componenti degli Organismi indipendenti di valutazione, secondo le modalità indicate nel decreto adottato ai sensi dell’articolo 19, comma 10, del decreto-legge n. 90 del 2014.
  2. La nomina dell’organismo indipendente di valutazione è effettuata dall’organo di indirizzo politico amministrativo, tra gli iscritti all’elenco di cui al comma 1, previa procedura selettiva pubblica.
  3. La durata dell’incarico di componente dell’Organismo indipendente di valutazione è di tre anni, rinnovabile una sola volta presso la stessa amministrazione, previa procedura selettiva pubblica.
  4. L’iscrizione all’Elenco nazionale dei componenti degli Organismi indipendenti di valutazione avviene sulla base di criteri selettivi che favoriscono il merito e le conoscenze specialistiche, nel rispetto di requisiti generali, di integrità e di competenza individuati ai sensi del comma 1.
  5. Con le modalità di cui al comma 1, sono stabiliti gli obblighi di aggiornamento professionale e formazione continua posti a carico degli iscritti all’elenco nazionale dei componenti degli organismi indipendenti di valutazione.
  6. Le nomine e i rinnovi dei componenti degli Organismi indipendenti di valutazione sono nulli in caso di inosservanza delle modalità e dei requisiti stabiliti dall’articolo 14 e dal presente articolo. Il Dipartimento della funzione pubblica segnala alle amministrazioni interessate l’inosservanza delle predette disposizioni.”

Con questo nuovo articolo si prescrive: che la scelta dei componenti avvenga, con procedura selettiva pubblica, tra gli iscritti all’Elenco nazionale dei componenti degli OIV; che la durata dell’incarico sia di tre anni e sia rinnovabile una sola volta, sempre attraverso procedura selettiva pubblica; che a carico degli iscritti all’Elenco nazionale siano previsti obblighi di aggiornamento professionale e formazione continua.

Se le nomine e/o i rinnovi non sono conformi alla normativa, è disposta la nullità degli atti relativi.
Con queste modifiche la corretta istituzione degli Organismi indipendenti di valutazione è indirizzata e monitorata dal Dipartimento della funzione pubblica.

Articolo 12

Questo articolo modifica l’articolo 16 del decreto 150/2009 (Norme per gli Enti territoriali ed il Servizio sanitario nazionale).

I commi 1 e 3 sono abrogati. Il comma 2 viene sostituito dal seguente “Le regioni, anche per quanto concerne i propri enti e le amministrazioni del Servizio sanitario nazionale, e gli enti locali adeguano i propri ordinamenti ai principi contenuti negli articoli 3, 4, 5, comma 2, 7, 9 e 15, comma 1. Per l’attuazione delle restanti disposizioni di cui al presente decreto, si procede tramite accordo da sottoscrivere ai sensi dell’articolo 4 del decreto legislativo n. 281 del 1997 in sede di Conferenza unificata.”, per specificare come adeguare gli ordinamenti di tali enti ai principi e alle disposizioni contenute nel presente decreto.

Articolo 13

Questo articolo modifica l’articolo 19 del decreto 150/2009 (Criteri per la differenziazione delle valutazioni).
Di fatto l’articolo 19 è completamente riscritto per superare uno degli elementi più controversi e meno applicabili (ed applicati) del decreto 150/2009: la redazione di una graduatoria e la distribuzione dei dipendenti in fasce di merito. In nuovo articolo 19 recita:

1. Il contratto collettivo nazionale, nell’ambito delle risorse destinate al trattamento economico accessorio collegato alla performance ai sensi dell’articolo 40, comma 3 -bis , del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, stabilisce la quota delle risorse destinate a remunerare, rispettivamente, la performance organizzativa e quella individuale e fissa criteri idonei a garantire che alla significativa differenziazione dei giudizi di cui all’articolo 9, comma 1, lettera d) , corrisponda un’effettiva diversificazione dei trattamenti economici correlati.
2.
Per i dirigenti, il criterio di attribuzione dei premi di cui al comma 1 è applicato con riferimento alla retribuzione di risultato.”.

Questo rappresenta una novità molto significativa in quanto si prevede di affidare al contratto collettivo nazionale (CCNL) la definizione della quota di risorse destinate a remunerare, rispettivamente, la performance organizzativa e quella individuale e l’individuazione di criteri adeguati a garantire trattamenti economici differenziati in presenza di valutazioni differenziate delle performance.

Inoltre dopo l’articolo 19 si introduce un ulteriore articolo (19-bis) che recita:

19-bis (partecipazione dei cittadini e degli altri utenti finali)

  1. I cittadini, anche in forma associata, partecipano al processo di misurazione delle performance organizzative, anche comunicando direttamente all’Organismo indipendente di valutazione il proprio grado di soddisfazione per le attività e per i servizi erogati, secondo le modalità stabilite dallo stesso Organismo.
  2. Ciascuna amministrazione adotta sistemi di rilevazione del grado di soddisfazione degli utenti e dei cittadini in relazione alle attività e ai servizi erogati, favorendo ogni più ampia forma di partecipazione e collaborazione dei destinatari dei servizi, secondo quanto stabilito dall’articolo 8, comma 1, lettere c) ed e).
  3. Gli utenti interni alle amministrazioni partecipano al processo di misurazione delle performance organizzative in relazione ai servizi strumentali e di supporto secondo le modalità individuate dall’Organismo indipendente di valutazione.
  4. I risultati della rilevazione del grado di soddisfazione dei soggetti di cui ai commi da 1 a 3 sono pubblicati, con cadenza annuale, sul sito dell’amministrazione.
  5. L’organismo indipendente di valutazione verifica l’effettiva adozione dei predetti sistemi di rilevazione, assicura la pubblicazione dei risultati in forma chiara e comprensibile e ne tiene conto ai fini della valutazione della performance organizzativa dell’amministrazione e in particolare, ai fini della validazione della Relazione sulla performance di cui all’articolo 14, comma 4, lettera c).”

Anche questa è una novità importante in quanto si rende così esplicito l’obbligo per le amministrazioni di adottare forme di coinvolgimento dei cittadini e degli utenti interni nel processo di misurazione della performance organizzativa, così come l’obbligo di pubblicare sul sito istituzionale con cadenza annuale ed in modo chiaro il loro grado di soddisfazione.

Articolo 14

Questo articolo modifica l’articolo 21 del decreto 150/2009 (Bonus annuale delle eccellenze).

Il comma 1 dell’articolo 21 è sostituito dal seguente:

1. Ogni amministrazione pubblica, nell’ambito delle risorse di cui al comma 3 -bis dell’articolo 45 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, può attribuire un bonus annuale al quale concorre il personale, dirigenziale e non, cui è attribuita una valutazione di eccellenza

Il bonus delle eccellenze viene conservato e sono cancellate le norme a cui attenersi per l’erogazione, collegate precedentemente alle fasce di merito.

Articoli 15 e 16

Questi articoli modificano rispettivamente gli articoli 23 e 24 del decreto 150/2009 relativi alle progressioni economiche e di carriera, togliendo ogni riferimento alle fasce di merito.

Articolo 17

Questo articolo modifica l’articolo 31 del decreto 150/2009 (Norme per gli Enti territoriali ed il Servizio sanitario nazionale), inserendo nel comma 1 anche il riferimento all’articolo 19 ed abrogando i commi successivi (2, 3, 4 e 5).

Articoli 18 e 19

Il primo fa riferimento alle disposizioni transitorie e finali. Il secondo, conclusivo, alla clausola di invarianza finanziaria.

Il combinato del presente decreto e del D.P.R. 9 maggio 2016, n. 105 ridisegnano e rinnovano il decreto 150/2009, eliminando alcune delle parti più controverse e riconfigurando competenze ed attribuzioni sia dell’ANAC sia del Dipartimento della funzione pubblica. Rimaniamo in attesa delle linee guida indicate dal decreto. La prima relativa al Piano della performance dei Ministeri è già disponibile al seguente link:

Linee Guida per il Piano della Performance dei Ministeri

Riferimenti normativi:

DECRETO LEGISLATIVO 25 maggio 2017, n. 74